L’isolamento per il coronavirus fa riscoprire il valore della casa

Mai come in questo ultimo mese la casa è stata al centro delle discussioni, dei pensieri e delle vite di chiunque. I vari #iorestoacasa#stiamoacasa – nati sul web come conseguenza del divieto alla libera circolazione che ci ha costretti a rimanere isolati nell’unico spazio considerato lecito, cioè le quattro mura di proprietà o in affitto – per alcuni sono stati una condizione da rispettare, per altri una sofferenza. Ed è qui che si sono, in qualche modo, amplificate le diseguaglianze e si è potuto apprezzare il valore di una casa confortevole: diverso è passare la quarantena in un piccolo appartamento senza balconi rispetto a obbedire al decreto in una casa con terrazzo o, addirittura, con giardino.
Per molti ha portato a una riflessione: anche chi prima non badava al «dove vivere», «perché tanto ci devo solo dormire», si è reso conto, invece, che una casa comoda e confortevole fa la differenza. Cambierà la cultura immobiliare: quest’evento ci ha condizionati e ci sta condizionando. Il mercato che andremo ad affrontare sarà diverso: fondamentale la riqualificazione ma anche pensare al contenitore, al fabbricato. Ci aspettiamo un mercato che, da un certo punto di vista, sarà più forte di prima. Le persone sentiranno accresciuto il “valore” della casa che diventerà ancor di più il bene primario nel quale cercare vivibilità e accessibilità.

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