E se con il Coronavirus il mattone torna a essere il bene rifugio degli italiani?

Stiamo vivendo una pandemia globale che conta, ogni giorno, tantissime vittime, soprattutto in Italia. Una vera emergenza che ha causato, in poco tempo, gravi danni all’economia. Un grande scossone che ha portato anche a un rapido crollo dei mercati finanziari.

Piazza Affari, in poche settimane, ha perso fino al 30-40% della sua capitalizzazione, recuperando poi pochi punti, ma in un contesto di altissima volatilità che non lascia spazio a previsioni nel breve termine. Non solo mercati in picchiata, ma montagne russe anche per il petrolio, le cui quotazioni continuano a scendere perdendo, dal 1° gennaio 2020, oltre l’80% del proprio valore.

In questo momento di generale incertezza, gli immobili possono rappresentare una valida alternativa d’investimento, poiché meno soggetti alla volatilità tipica dei mercati finanziari. Da sempre il mattone, insieme a oro e materie prime, ha rappresentato per gli italiani un bene rifugio per eccellenza.

Un’importante spinta verso la crescita delle transazioni immobiliari, in questi ultimi anni, è stata data infatti dai mutui ipotecari, che non sono stati mai così convenienti. L’EURIRS, l’indice di riferimento per calcolare il tasso fisso, è difatti quasi costantemente sotto il punto percentuale. Nel mese di marzo è diventato addirittura negativo, arrivando a toccare il suo minimo storico. L’Eurirs a 20 anni è sceso sotto zero nell’arco di due anni: da 1,48 di gennaio 2018, a 0,22 di settembre 2019, è infatti arrivato a -0,08% a marzo 2020.

Per la prima volta, se fino a qualche settimana fa non c’erano grandi differenze di costo tra un mutuo a tasso fisso e uno a tasso variabile, oggi si può dire che il tasso fisso, in alcuni casi, è paradossalmente più basso.
Vista la veloce discesa dell’Eurirs, nel frattempo le banche potrebbero reagire alzando il loro spread che, insieme all’indice interbancario (Eurirs per i mutui a tasso fisso ed Euribor per i mutui a tasso variabile), determina il tasso finale della rata del mutuo.

Questo non è però per forza detto. Negli ultimi due anni alcune banche hanno deciso di azzerare gli spread sui mutui a tasso fisso, rinunciando così a portare a casa utili dal mutuo. Questo perché gli istituti di credito hanno iniziato a considerare il mutuo come un prodotto attraverso il quale poter acquisire nuovi clienti, ai quali proporre, nel tempo, prodotti finanziari più remunerativi per esse.

Siamo in un momento di generale difficoltà, ma le banche continuano a investire sul mercato immobiliare, presentando prodotti sempre più accattivanti e proponendo mutui a tasso fisso con durata trentennale anche sotto l’1%.

Gli istituti di credito dedicano, alle giovani coppie, offerte che finanziano, attraverso la garanzia CONSAP, il 100% del costo d’acquisto dell’immobile. Per chi non può accedere a questa opportunità si può arrivare ad una copertura pari al 95% del prezzo d’acquisto. Nonostante le limitazioni dettate dall’emergenza COVID-19, vi è la possibilità di contattare chi vuole aprire un mutuo attraverso l’operatività in remoto, alla quale si sono già allineati diversi istituti di credito, e tra questi c’è chi propone stipule con scrittura privata autenticata attraverso un atto in videoconferenza. Sono operazioni di finanziamento nella cosiddetta “modalità a distanza”, che avvengono nel rispetto di tutte le fasi del processo, dalla prima consulenza alla stipula dell’atto definitivo.

Chi accende quindi un nuovo mutuo, o chiede una surroga trasferendo cioè il proprio debito residuo a un’altra banca, ha la possibilità di risparmiare notevolmente, fino a diverse centinaia di euro all’anno, visto il ribasso ulteriore dei tassi.

Può sembrare un paradosso, ma in un momento in cui molti si vedono purtroppo costretti a sospendere le rate del mutuo, non è mai stato così conveniente aprirne uno.

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